Albaredo per San Marco: restaurata la Santella delle Viaga, tesoro di fede e storia

È tornata a splendere la Santella delle Viaga, conosciuta dagli abitanti come il Gigiöl, piccolo ma prezioso gioiello di arte e devozione popolare che da secoli veglia sui viandanti lungo l’antica via Priula.

L’intervento di restauro, appena concluso, è stato realizzato dai restauratori Marco Garoli ed Elisa Ronconi, con il supporto tecnico dell’architetto Francesco Lazzari, che hanno restituito alla comunità un importante segno della propria identità religiosa e culturale.

L’inaugurazione si è svolta il pomeriggio di domenica 09 novembre alla presenza di don Saverio Xeres, che ha ricordato il valore spirituale e la funzione protettiva della santella, del sindaco Matteo Del Nero e della presidente di APS Albaredo Promotion, Antonella Furlini, che ha sottolineato quanto la comunità tenga alla tutela e alla valorizzazione di questi luoghi simbolici.

La santella, risalente al 1700 e di autore ignoto, custodisce affreschi di grande intensità: al centro la Vergine Maria con il Bambino, che solleva un grande rosario – la Madonna del Rosario – affiancata a destra da un vescovo, ritenuto Sant’Abbondio, patrono della diocesi di Como, e a sinistra da Sant’Antonio di Padova.
Sulle pareti laterali sono raffigurati gli arcangeli Michele e Raffaele: il primo nell’atto di sconfiggere Satana, simbolo della vittoria sul male, il secondo mentre accompagna il giovane Tobia, emblema della protezione nel viaggio.

Situata in un punto di passaggio strategico e un tempo insidioso, la Santella delle Viaga ha rappresentato per secoli un luogo di preghiera e di conforto per chi attraversava la valle. Le sue immagini sacre rassicuravano i viandanti e ricordavano loro di affidarsi alla fede prima di affrontare il cammino.

A rendere ancora più suggestiva la storia del luogo è una leggenda popolare tramandata nel tempo. Si narra che, in tempi lontani, le streghe della valle avessero collocato accanto alla santella un enorme macigno, fissandolo al suolo con un pezzo di burro:

“Guai al viandante che non si fosse segnato passando di là – raccontano le cronache popolari – perché la pietra si sarebbe staccata e lo avrebbe schiacciato, per poi tornare magicamente al suo posto.”

Oggi, dopo l’attento restauro, la santella torna a essere non solo un luogo di fede, ma anche un piccolo scrigno d’arte e di memoria per tutta la comunità di Albaredo per San Marco. Un segno tangibile dell’attenzione verso la storia locale e le sue radici più autentiche.

Il restauro è stato consentito grazie al contributo di Aps Albaredo Prmotion e del Gruppo Alpini.