“Molti vedono nella montagna un luogo di calma, silenzio. Noi vediamo un luogo vivo, operoso che non si ferma mai e che vuole continuare ad essere così”
L’unicità di un luogo consiste nella difficoltà di trovarne uno eguale. Questa caratteristica è sicuramente ascrivibile a questo piccolo borgo alpino. In una montagna che fatica a trovare una nuova identità, Il Comune di Albaredo per san Marco e la sua comunità operosa cercano di miscelare sapientemente tradizione e innovazione. L’obiettivo è progettare il futuro con una serie di investimenti mirati per creare attività da affidare a coloro che amano questa valle.
Albaredo Per San Marco è un Comune di circa 300 abitanti situato su versante Orobico della Valtellina nel cuore della Valle del Bitto e alle pendici del Passo San Marco ad un’altitudine di 910 m slm confinante a sud con la Provincia di Bergamo, a nord con il Comune di Morbegno e ad est con i Comuni di Talamona e Tartano Il Comune è raggiungibile da Morbegno partendo dalla Piazza Sant’Antonio e salendo per 11 km sulla strada Statale per il Passo San Marco. Durante il periodo estivo Albaredo Per San Marco si può raggiungere anche risalendo la Val Brembana (BG) e scendendo dal Passo San Marco ( 1992 m). Il territorio è attraversato dall’antica via Priula che collegava la città di Bergamo alla Bassa Valtellina ai tempi in cui erano sovrani nella bergamasca la Repubblica Serenissima di Venezia e in Valtellina i Grigioni.
Il territorio è prevalentemente montuoso, ma di straordinaria bellezza; difatti offre pregiati pascoli, in cui si produce il celeberrimo formaggio Bitto e il meno noto, ma non meno gustoso Matusc, e maestose cime meta di numerosi escursionisti sia durante l’inverno che durante l’estate. Dalle selve e radure che circondano il centra abitato, in cui durante l’autunno si possono raccogliere le castagne, si sale nei maggenghi di media costa di Egolo, Dosso Comune e Dosso Chierico per poi raggiungere Corte Grande e il Monte Baitridana e poi salire negli alpeggi di Piazza e di Lago. Da qui si possono raggiungere il Monte Lago – Legui ( 2.353 m), il Monte Pedena ( 2.399) e il Monte Azzarini ( 2.431 m) che rappresenta il punto più alto del territorio.
Il territorio ha avuto una vocazione agricola finalizzata all’allevamento di vacche da latte per produrre i già citati Bitto e Matusc. Questo tipo di agricoltura viene definita eroica in quanto si sviluppa su un territorio impervio. Oggi l’economia della zona è fondata sul turismo di montagna e collegato alle attrattività del borgo. Inoltre, è ben sviluppato il settore terziario grazie alla presenza sul territorio di un’azienda di comunicazione e servizi alle imprese.
Solo chi non ha mai parlato con la terra e ascoltato i suoi segreti, potrebbe non restarne affascinato. Solo chi non ha mai sentito parlare della leggendaria Vegia Gosa, dell’Homo Selvadego o del giovane Sassello, potrebbe non appassionarsi. Solo chi non ha mai messo in spalla una gerla, indossato degli zoccoli o raccolto castagne nei boschi, potrebbe non coglierne l’autenticità. Solo chi non ha mai camminato tra i fiori degli alpeggi, osservato la lentezza calcolata dei pastori e assaporato la pienezza di un formaggio alpino, potrebbe derubricarlo a dettaglio insignificante. Solo chi non ha mai scovato un fungo inatteso, goduto per dei mirtilli freschi di rugiada e accarezzato la corteccia di un albero, potrebbe non stupirsi.
Ad Albaredo per san Marco e nella sua valle, tutto sussurra di una epica e secolare battaglia per imparare a convivere con la fatica di questa montagna e plasmarne asperità e ruvidezza.
Gli antichi mestieri dei tanti eroi senza volto, la loro religiosa e fiera trasmissione raccontano meglio di qualsiasi altra cosa la determinazione e la caparbietà, la dignità e il radicamento di un mondo contadino che vuole muoversi verso un’armonica e vitale evoluzione senza dimenticare la propria identità e dimensione storica.
